Tunnel

Tunnel
Anno
Settembre 2022
Durata
8 minuti e 25 secondi
Formato
MP4 (2720x1530)
Produzione
Roberto Verace
Luogo di produzione
Parigi, Francia
Soggetto
Roberto Verace
Sceneggiatura
Roberto Verace
Interpreti
Riprese
Roberto Verace
Musica
Karlheinz Stockhausen, Brian Eno
Esecutori
Testi
Roberto Verace
Montaggio
Roberto Verace
Regia
Roberto Verace
Categoria
Critica politico sociale
Sinossi
Un tunnel. Oscuro. Infetto. Infido. Fetido. La partitica italiana - non Politica si badi bene - è questo tunnel. Lo è stato tra le due guerre per le ragioni di cui è doloroso perfino ricordare i contorni, sia nel macro che nel microcosmo. Lo è stato nel dopoguerra per quel consociativismo da operetta - purtroppo una costante della storia politico-sociale italiana - in cui una classe dirigente clerico-conservatrice ha tollerato, quando non incoraggiato, oscuri e disgreganti complottismi interni ed esterni mentre una opposizione idealista e idealizzata quanto ingenua, per non dire complice e connivente, abbaiava alla luna. Non si può negare che qualche spiraglio di luce, qualche fenditura nello spesso strato di grassa, nauseabonda fuliggine, soprattutto nel decennio tra i Sessanta e Settanta si è realizzato. Ma questi lampi erano dovuti alle tensioni politiche, sociali e culturali internazionali, talmente lontani e indipendenti dalla realtà nazionale da essere superficialmente e malamente intesi. Contrariamente alla vulgata comune, il Sessantotto è la fine di un processo rinnovatore non l'inizio. Sempre e solo tunnel. Ancora più tetro, più oscuro, più malsano. Un'oscurità iniqua e inquinata, una malattia che ha pervertito quel poco che ancora restava di non completamente corrotto. Perseguendo la demagogica politica del nuovo, la sedicente opposizione che fino ad allora era rimasta apparentemente esclusa dal vero potere, spocchiosamente e funzionalmente racchiusa nei suoi feudi idealistici, illusori quanto deleteri, finalmente aveva raggiunto posizioni autorevoli. E ne era rimasta talmente autocompiaciuta da innamorarsene. Da razza proletaria - forse per sublimare quel senso di inferiorità e impotenza sofferto da sempre - si era scoperta razza Padrona. Il più grande partito Comunista dell'Europa occidentale e le sue propaggini avevano cambiato pelle, cambiato scopo, cambiato destino. Il sole dell'avvenire era tramontato per sempre. La malattia così a lungo trascurata, a causa dall'assenza della Politica, era ora diventata un male incurabile. Con la scomparsa della contrapposizione dei blocchi, la partitica non era più un'incarnazione di ideologie, per quanto illusorie, ma un fatto di personalità. Il potere sostituiva il sociale con l'individuale. Il vecchio mondo doveva essere sostituito dal nuovo perché nulla mutasse. Nuovi attori dovevano calcare le scene. E quale altra personalità avrebbe potuto imporsi se non quella che in nessun altro paese avrebbe avuto la minima possibilità di presentarsi alle elezioni se non quella che possedeva gli strumenti della persuasione? E l'Italia giocava alle carte e parlava di calcio nei bar, e lItalia rideva e cantava ironizzava Gaber molti anni prima. Con un triste gioco di prestigio, il grande Partito Comunista metteva finalmente in atto il "Compromesso storico" inglobando nelle sue file e nella sua classe dirigente i suoi Democristiani di sinistra. Così senza rimpianti, ma con ferrea convinzione - la globalizzazione lo esigeva - la lotta di classe poteva progressivamente abbandonare i lavoratori al loro destino, dimenticare completamente gli svantaggiosi diritti umani e sociali e dedicarsi ai ristretti gruppi bobo, bourgeois bohemien, come li chiamano i francesi: lotta di classe si, ma per la nuova, mediocre, incolta classe borghese. Una responsabilità gravissima e senza appello della Sinistra, Partiti e Sindacati, cui non potrà sfuggire e che la distruggerà e alla quale la Storia non farà sconti. Nel tunnel non si vedeva più nulla, buio totale, nessun lampo, nessuna infiltrazione, nessuna particella luminosa per quanto tenue. Il lezzo però era inequivocabile: putridume. Fogna. Non sangue e merda, solo merda! La Democrazia non mostrava nemmeno più il velo di Maya, la parvenza, nulla. I cittadini, se cittadini siano mai stati, ridotti a sudditi, a una massa di dipendenti eterodiretti. I leader della ex Pseudosinistra, smascheratisi Democristiani, che ora si chiamano Democratici, analogamente ai leader degli altri gruppi lobbistici partitocratici, sono sempre più lontani dalla realtà, totalmente astratti dalla vita reale. I sudditi dipendenti, sprofondati nel tunnel, ciechi, brancolano nel buio. Nelle sempre più rare consultazioni elettorali - i Governi si succedono per fantasiosi giochi di Palazzo -, disperatamente, essi danno il voto ora a questo ora a quello che li illude di essere diverso, nuovo e opposto ai precedenti. Ma il burattino cambia solo apparentemente, perché mosso dagli inamovibili padroni di sempre: il predestinato funambolico capopopolo senza arte né parte, essenza prediletta del meccanismo del potere. Il tunnel è sempre più catramoso. I sudditi eterodiretti si illudono ogni volta - la speranza, si sa, è l'ultima a morire - che i volti che appaiono nuovi siano la rappresentazione di qualcosa di nuovo. La disperazione impedisce loro di vedere che il ritorno dell'uguale è nuovo solo grazie all'unica funambolica qualità: la menzogna. Tutto il resto è quello di sempre: l'incapacità, la volgarità, l'arroganza di coloro che lavorano incessantemente solamente per distruggere tutto ciò che può essere distrutto, per impoverire tutto ciò che può essere impoverito, per accaparrarsi tutto ciò che può essere accaparrato. Il sempre esistito appare in una veste rinnovata solo grazie alla propaganda che stravolge il senso dell'insignificanza e della palese disonesta inefficacia del sempre presente. Il potere Democratico Cristiano sembrava nuovo rispetto alla dittatura; il Compromesso Storico sembrava apportare una novità rispetto al monocolore Democristiano; i Socialisti apparivano il volto moderno del riformismo; l'invenzione del Centro Destra, democratico, liberale e cristiano, concepito da uno scaltro editore mediatico, un'originalità mondiale; il nuovo Centro Sinistra, nelle sue diverse declinazioni segretariali, la nuova speranza di un Paese e di un ideologia; i Governi tecnici un toccasana indispensabile; il Grillocasaleggismo una ventata di cambiamento; le ammucchiate informi dei Migliori un'imprevista, necessaria, buona novella. Oggi la nuova Destra Conservatrice, Costituzionale, Atlantista, Cristiana e familista viene concepita come l'ennesima novità da un popolo sempre più disperato. Se la Politica avesse affermato e rivendicato la propria esistenza e difeso la propria indipendenza la partitica non avrebbe potuto invadere il corpo sociale con le proprie tumorali metastasi.
A questo punto, un tumore così esteso nel tempo e nello spazio non si cura certo con inverosimili reazioni alchemiche di confine sempre facenti capo alla stesso Potere. Ancora, sempre e solo il Tunnel.
Note